Never Ending Stories...ma davvero le saghe piacciono a tutti?

Serie interminabili? No grazie! #libri #lettura

A nove anni, per Natale, mi regalarono i primi tre libri della saga di Harry Potter.

Anche se non super-entusiasta come altri bambini della mia età, li lessi volentieri, andai anche al cinema a vedermi il primo film tratto dalla serie (e forse anche il secondo, ma non ricordo bene).

Qualche tempo dopo, lessi anche il quarto volume, edito nel 2000; poi...

Più niente.

Fra il quarto e il quinto capitolo della saga, infatti, trascorsero tre anni: un tempo sufficiente per cambiare scuola, abitudini... e gusti in materia di libri.

Addio fantasy, benvenute vicende più realistiche, più adattate all'immedesimazione e alla riflessione personale (ma parlo per me, eh).

Da allora, di riprendere Harry Potter non mi è mai venuta voglia: sì, certo, la conclusione della storia bene o male la conosco, anche solo per osmosi; ma non mi passa neanche per la testa di recuperare i tre volumi che mi mancano (soprattutto considerando che il quinto, se non erro, è il più lungo di tutti!).

Tutta questa storia per farvi questa domanda: quand'è che una serie diventa troppo lunga da gestire?

A che punto la saga diventa una bega?

Un fattore importante potrebbe essere la frequenza di pubblicazione: nel mio esempio, l'interruzione di tre anni può essere stata fatale al mio interesse per le avventure di Harry Potter, soprattutto se pensiamo che in genere dai dieci ai tredici anni la vita di una persona va incontro a grandi cambiamenti.

Ma anche ai lettori adulti può succedere lo stesso, in fondo in tre anni si può cambiare lavoro diverse volte, trasferirsi all'estero, sposarsi, avere figli, separarsi... e magari in tutto questo l'affetto per un autore o per i suoi personaggi viene a mancare, se non ne sentiamo parlare per un po'.    

Un altro aspetto, però, può essere proprio il numero di puntate: siamo sicuri che uno scrittore riesca a trovare sempre qualcosa di nuovo da aggiungere alla storia per tre, cinque, dieci volumi di fila?

A me sembra che tanti facciano fatica a rendere un filo originale un libro solo.

Per questo, come mia regola, mi oriento o su vicende autoconclusive, o su serie da tre-quattro libri al massimo, e già concluse.

Se poi qualche personaggio ci ridà sue notizie ritornando come comparsa in altre opere dello stesso autore (un po' come succede nei romanzi di Balzac o di Zola), tanto meglio: ma di saghe interminabili faccio anche a meno, grazie :)

E voi, invece, come la vedete? Siete fan sfegatati di tetralogie, pentalogie e affini o preferite evitare di "restare appesi" a una vicenda? Se vi va, lasciate un commento :)

Commenti

  1. Bella riflessione, bella domanda.
    Per me dipende essenzialmente dai gusti, dal genere.
    Potrebbe non annoiarmi mai, per dire, come potrebbe smettere di piacermi: non sono contrario alle saghe né (men che meno) ai personaggi che tornano come cameo.

    Moz-

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    1. Assolutamente, è che a volte mi chiedo se non siano le case editrici a voler "spremere" gli autori e le loro storie ad ogni costo, anche se poi i risultati, almeno dal punto di vista della qualità letteraria, non sono granché...

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