Meglio soli che male accompagnati! 5 personaggi letterari... felicemente single


Anche voi siete grati che anche quest'anno San Valentino se ne sia andato, portandosi via la sua sdolcinatezza (anche su tanti blog... vi ho visti, eh!) e le sue frasi fatte?

Oppure vi state preparando a trascorrere un'altra triste giornata di San Faustino, rimuginando sulla vostra mancanza di una dolce metà?

Quale che sia il vostro caso, vi farà piacere sapere che nei libri che amiamo possiamo trovare diversi personaggi single... e felicemente tali 😉

Non ci credete?

Ecco la mia personale Top 5!


5 - Remedios Buendía, da Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez

Figura di spicco della quarta generazione della surreale famiglia Buendía, la bella Remedios suscita frenetiche passioni nella piccola città di Macondo... eppure a lei, complice forse l'educazione puritana ricevuta dalla nonna, sembra ignorare del tutto la cosa.

Chiusa in suo mondo, pieno di stravaganze, Remedios resta quieta ma eccentrica... fino a un'inverosimile Assunzione al cielo, fra lo stupore dei familiari e l'incredulità dei conoscenti.


4 - Ephraim Mackellar, da Il signore di Ballantrae di Robert Louis Stevenson

Voce narrante del romanzo, la vita di Mackellar ruota attorno al suo ruolo al servizio della nobile famiglia Durie, e in particolare di Henry, suo malgrado usurpatore del titolo spettante al fratello maggiore James...

...tanto che, durante un lungo e avventuroso viaggio nelle Americhe al seguito del suo datore di lavoro, l'uomo si dichiara apertamente ben felice di non aver mai avuto interesse a intrecciare relazioni sentimentali o a crearsi una famiglia!


3 - Catherine Sloper, da Washington Square di Henry James

Ferita nei suoi due amori, quello per un padre emotivamente distante e quello per un pretendente tutt'altro che disinteressato, la protagonista di questo breve romanzo dimostra un'inaspettata e a suo modo commovente dignità con la sua decisione di rinunciare al matrimonio; scelta, questa, che si rivela la miglior vendetta nei confronti dei due uomini della sua vita.

Meglio soli che male accompagnati... 


2 - Bilbo Baggins, da Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien

Tra un'avventura e l'altra, alle prese con terre lontane, presenze maligne e l'immancabile Anello, al nostro Bilbo non rimane davvero tempo per pensare a sistemarsi; tanto più che la sua famiglia d'origine (con la notevole eccezione di Frodo) gli procura già non pochi problemi!

E poi, a centoundici anni e passa ci è arrivato bene lo stesso, no?


1 - Sherlock Holmes, di Arthur Conan Doyle

Non importa cosa dicano le rivisitazioni moderne.

Non importa che cosa ne pensino gli shippers compulsivi.

L'investigatore più famoso del Mondo è single e ben felice di esserlo: e poi, vi immaginate che specie di santa gli ci vorrebbe per stargli dietro?

Per carità, ci pensi Watson...!


Insomma, fra un romance e l'altro, che sia per orgoglio o per inclinazione, qualche personaggio felicemente libero c'è: testa alta quindi, e che San Faustino vi benedica 👼🏼

A voi vengono in mente altri personaggi single? Se vi va, aggiungeteli nei commenti :)

Commenti

  1. Nei film di qualche anno fa hanno addirittura ipotizzato una relazione platonica tra Holmes e Watson XD
    Comunque mitica Remedios... gran bel romanzo tra l'altro^^

    Moz-

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    1. Anche non platonica, chiedi alle shippers :D

      I poveri Cent'anni... all'inizio è difficile starci dietro, ma ne vale la pena!

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  2. Ciao! Concordo con MikiMoz, sia per quanto riguarda i film di qualche anno fa sia per la serie Sherlock spopolano le teorie di una sorta di amore gay Sherlock/Watson! Secondo me è una sciocchezza...sono "fratelli non di sangue, ma in spirito", e tanto basta. Mi vengono in mente altri personaggi letterari abbastanza importanti:
    1) Mary, la terzogenita delle cinque sorelle Bennet di Orgoglio e pregiudizio, che, mentre le sorelle intrecciano relazioni e si occupano delle loro complicazioni sentimentali, continua ostinatamente ad occuparsi di pianoforte e delle Sacre Scritture;
    2) Filomena/Mena, una delle figlie dei Malavoglia, che sceglie di non sposarsi e di fare la "zia a tempo pieno";
    3) Le figlie del conte Fabrizio, il Gattopardo, che, un po' perché sono in decadenza un po' forse per loro scelta, decidono di ritirarsi nel palazzo di famiglia e di farsi compagnia unicamente tra loro.

    Certo, la letteratura le ricorda tutte come zitelle un po' infelici...ma a me piace pensare che sia stata una scelta che non hanno rimpianto! Forse anche solo l'inserimento di personaggi del genere, consapevoli della loro solitudine ma senza alcun desiderio di cambiare la situazione, poteva essere un segno di modernità da parte degli autori.

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    1. Povera Mena... al giorno d'oggi, sarebbe felicemente con Alfio, al diavolo la reputazione della famiglia e le chiacchiere di Paese!

      Detto questo, sono d'accordo con te, soprattutto una volta una "zitella" con qualche soldo in tasca era messa molto meglio di tante malmaritate...!

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  3. Molto carino questo post! Ahhh, Cent'anni di solitudine... che ricordi. L'ho letto tantissimi anni fa e ancora oggi mi chiedo come ho fatto a non perdere il filo della storia per districarmi tra tutte le generazioni dei Buendía (con i personaggi che si tramandavano gli stessi nomi).
    Allo stesso tempo il romanzo più bello e "pesante" che abbia mai letto.

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    1. Di sicuro non ce n'è uno uguale, o almeno non l'ho ancora trovato ;)

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