[RECENSIONE] "Flatlandia" - Critica Geometrica a una Società Senza Spessore

[RECENSIONE] Flatlandia - Critica a una società senza spessire

Flatlandia, Racconto Fantastico a più dimensioni orribili - Edwin A. Abbott

Genere: racconto/romanzo breve – fantascienza – surreale – satira

Uscita: 1884


Alzi la mano chi di voi si è mai entusiasmato per una lezione di Geometria.

Ecco, appunto.

E se invece vi dicessi che linee, angoli e poligoni possono non solo divertire, ma persino farci pensare fuori dai soliti schemi?

Questo, almeno, è quello che ho pensato leggendo Flatlandia - Racconto Fantastico a più dimensioni di Edwin A. Abbott (1884)

Sì, si tratta di un'opera un po' datata, ma che mi ha sempre incuriosito, sin da quando, alle Superiori, ne ho trovato qualche passo nell'antologia... e che ancora oggi conserva una certa forza espressiva, almeno secondo me.

Di cosa parla Flatlandia?

Be', provate a immaginare un mondo a due sole dimensioni, lunghezza e larghezza, proprio come la superficie di un foglio...

...un mondo privo di spessore, dite?

Sì, in effetti, di nome e di fatto a Flatlandia (Terra Piatta), la vita è alquanto monotona; e la principale occupazione dei propri abitanti, figure geometriche, è l'ossessione per il proprio status sociale; caratteristica determinata esclusivamente dal numero dei propri lati e dalla regolarità degli stessi.

Abbiamo così un complesso, efficiente e impietoso sistema sociale, dove alla rozzezza dei Triangoli Isosceli, plebe senza valore, si contrappone la perfezione dei Circolari, vera e propria classe sacerdotale; ma guai invece a chi incorre nella sventura di una figura fuori dai canoni!

In mezzo, a crescenti livelli di regolarità (e quindi di rispettabilità) tutte le altre figure, fra cui i Quadrati.

Ed è proprio un Quadrato che ci accompagna non solo alla scoperta della sua terra, fra classismi rigidamente codificati e Darwinismo sociale:

Raramente - in proporzione al gran numero delle nascite degli Isosceli - genitori Isosceli producono un Triangolo Equilatero autentico e certificabile. Una nascita del genere richiede come premesse non solo una serie di matrimoni accuratamente combinati, ma anche un diuturno esercizio dì frugalità e di autocontrollo da parte degli aspiranti progenitori del futuro Equilatero, nonché lo sviluppo paziente, sistematico e continuo dell'intelletto dell'Isoscele durante molte generazioni.

Nel nostro paese la nascita di un autentico Triangolo Equilatero da genitori Isosceli è motivo di giubilo in un àmbito di parecchie centinaia di metri. Dopo un accurato esame condotto dalla Commissione Sanitaria e Sociale, il neonato, se riconosciuto Regolare, viene ammesso con una cerimonia solenne alla Classe degli Equilateri. Subito dopo egli viene sottratto agli orgogliosi ma dolenti genitori, per essere adottato da un Equilatero senza figli, che sotto giuramento si impegna a non permettere che il bambino metta più piede nella vecchia casa né che veda mai più i suoi parenti, per paura che l'organismo appena formato possa, per via di una inconscia imitazione, ricadere al livello ereditario (§ 3.)

Una condizione femminile ancora meno entusiasmante di quella maschile:

Se i nostri acuminati Triangoli della Classe Militare sono pericolosi, se ne può facilmente dedurre che le nostre Donne lo sono ancora di più. Perché se un Soldato è un cuneo, una Donna è un ago, essendo, per così dire, tutta punta, almeno alle due estremità. Si aggiunga a ciò la sua facoltà di rendersi praticamente invisibile quando vuole, e vi renderete conto che in Flatlandia una Femmina è una creatura con cui c'è assai poco da scherzare. (§ 4.)

E oggettive difficoltà derivanti da una situazione ambientale così particolare:

Voi, che avete la fortuna di avere tanto l'ombra che la luce, voi che avete due occhi dotati della conoscenza rospettica e allietati dal godimento dei vari colori, voi che potete vederlo per davvero, un angolo, e contemplare l'intiera circonferenza di un Circolo nella beata regione delle Tre Dimensioni... come potrò mai render chiara a voi l'estrema difficoltà che incontriamo noi, in Flatlandia, per riconoscere le nostre rispettive configurazioni?

Ricordate quanto vi ho detto dianzi. Tutti gli esseri della Flatlandia, animati o inanimati, qualunque sia la loro forma, presentano al nostro occhio il medesimo, o quasi il medesimo aspetto, quello cioè di una Linea Retta. Se dunque tutti hanno lo stesso aspetto, come si farà a distinguere l'uno dall'altro? La risposta è triplice. (...) (§ 5.)

Insomma, sembra esserci ben poca libertà di manovra...

...ma cosa accadrà al nostro signor Quadrato, quando gli sarà offerto uno sguardo diverso sulla piatta (!) esistenza che si conduce nella sua terra?

Guai in arrivo...

[RECENSIONE] Flatlandia - Geometria o Satira?
Case pentagonali - la regola, a Flatlandia

Dal punto di vista dello stile, Flatlandia di rivela subito una lettura scorrevole, senza divagazioni, se non nel quinto e sesto capitolo (la cui prolissità, per quanto a tratti irritante, trasmette in modo perfetto la pedanteria propria della società flatlandese).

Inoltre, come le tante illustrazioni "didattiche" incluse qua e là, il linguaggio colto ma non oscuro calza a pennello al taglio didascalico-cronachistico dell'opera: una caratteristica che spiega anche l'evidente mancanza di spessore (!) psicologico dei vari personaggi, a cominciare dal protagonista (il cui incontro-scontro con realtà del tutto sconosciute avviene su toni quasi farseschi).

Per quanto riguarda i contenuti, invece, non è certo difficile leggere in Flatlandia una satira feroce contro le convenzioni e le ipocrisie della società britannica vittoriana (e non solo), dallo stretto controllo sulla mobilità sociale alle strategie reazionarie delle élite (queste ultime al centro della pseudo-cronaca storica nei capitoli ottavo, nono e decimo), fino alla derisione della dottrina protestante della Predestinazione:

Tutti gli errori o difetti, dalla più piccola infrazione alle regole della buona condotta fino al delitto più riprovevole, Pantociclo [antico sacerdote] li attribuì a qualche deviazione dalla perfetta Regolarità della Configurazione corporea, se non congenita, causata forse da un urto ricevuto in mezzo alla folla, dall'aver trascurato di fare un po' di esercizio o dall'averne fatto troppo; o magari da un improvviso cambiamento di temperatura, che può provocare un restringimento o una dilatazione in qualche punto troppo sensibile del Perimetro. Perciò, concluse quell'illustre Filosofo, a un giudizio sereno, buona e cattiva condotta non sono ragioni sufficienti né di lode, né di biasimo. Infatti, come si fa a lodare, ad esempio, l'integrità di un Quadrato che difenda onestamente gli interessi del suo cliente, quando la cosa da ammirare davvero sarebbe la perfetta esattezza dei suoi angoli retti? O ancora, perché biasimare un Isoscele ladro e bugiardo, quando si farebbe meglio a deplorare l'incurabile disuguaglianza dei suoi lati?

(...)

Da parte mia trovo che la cosa migliore sia comportarsi come se una buona lavata di capo o un buon castigo potesse avere qualche influenza latente e corroborante sulla Configurazione del mio nipotino; benché debba ammettere di non avere argomenti a favore di questa tesi. In ogni caso, non sono il solo ad adottare questo sistema per districarmi dal dilemma, perché vedo che molti dei Circoli più elevati, fungendo da Giudici nei tribunali, usano la lode e il biasimo nei confronti di Figure Regolari e Irregolari; e so per esperienza che a casa loro, rimproverando i figli, parlano di «giusto» e di «sbagliato» con tanta veemenza e passione come se credessero che a questi termini corrispondano delle realtà, e che una Figura umana sia veramente capace di scegliere fra di essi.

[RECENSIONE] Flatlandia - viaggio fra le Dimensioni della Mente
Quando ti si aprono nuove dimensioni...!

Lo stesso comportamento del Quadrato protagonista offre spunti di riflessione: al suo atteggiamento incredulo e paternalista nei confronti degli ottusi Re degli ancor più limitati regni di Linelandia (§ 13. e 14.) e Pointlandia (§ 20.), infatti, fa da specchio la sua stessa ottusità nei confronti della realtà di Spacelandia, ovvero il nostro mondo a tre dimensioni (§ 15.-19.).

Per la serie "il cervo che dà del cornuto al bue"...   

Classismo, sessismo, razzismo: tutti temi che a ben vedere restano di primo piano anche oggi, dopo quasi centoquarant'anni: e proprio per questo mi sembra che Flatlandia, curioso ibrido fra I viaggi di Gulliver, le commedie di Oscar Wilde e Brave New World abbia qualcosa di interessante da dire anche a noi.

Voto: 8+/10

Che dite, vi ho incuriositi? O magari l'avete già letto e l'avete trovato orrendo? Se vi va, lasciate un commento: alla prossima :)

Commenti

  1. Risposte
    1. Si tratta di una storia un po' datata, ma merita ;)

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  2. Ciao! A me in realtà la geometria piaceva abbastanza… anche se poi ho studiato Lettere! Comunque il racconto sembra davvero interessante ed originale :-)

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    1. Allora con questa lettura puoi unire l'utile e il dilettevole, ottimo :D

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