[RECENSIONE] "Nero" di Emanuele Lagomarsino (Panesi Edizioni)

Nero - un romanzo di Emanuele Lagomarsino

Nero - Emanuele Lagomarsino

Formato: ebook e cartaceo

Prezzo: € 2,99 - € 10,00

Isbn: 97888992896775

Genere: narrativa

Uscita: agosto 2018


Possono il candore e un pizzico di follia redimere uno stile non impeccabile?

Se ci pensate, non è una domanda banale, soprattutto quando si vuole recensire in modo onesto.

Prima di prendere in mano Nero di Emanuele Lagomarsino, inviatoci gentilmente da Panesi Edizioni, non mi ero mai posto questa domanda... ma ora credo di conoscere la risposta.

Scorrendo le prime pagine, e ancor di più seguendo il filo del racconto, il recensore pignolo potrebbe trovare più di qualche cosa per cui storcere il naso:

  • L'uso un po' spasmodico degli aggettivi e degli avverbi (per dire, se il protagonista percorre l'atrio della scuola così, di passaggio, il fatto che quest'ultimo sia "ampio" lo si può anche lasciar perdere)
  • L'oscillare fra il linguaggio a tratti ricercato della narrazione in terza persona (quegli "un poco" a posto di "un po'"...brrr!) e gli Eccheccazzo! lanciati qua e là nei dialoghi, forse nel tentativo di svecchiare il lessico
  • L'insistenza sulle azioni quotidiane (il nostro personaggio si fa la doccia? OK, ma dircelo ogni volta non è necessario)
  • L'accento su particolari irrilevanti (il protagonista fa colazione... ma che c'importa se opta per caffè e biscotti invece che per una crêpe leggera per non appesantirsi troppo)
  • Personaggi che vanno e vengono così, all'improvviso (roba che nemmeno con Maria De Filippi a C'è Posta Per Te)
  • Personaggi che vanno incontro a trasformazioni kafkiane, spiegate in modo un po' banale 
  • Un ritmo in certi punti fin troppo incalzante, composto quasi tutto di azioni (spesso non essenziali, dicevamo)... salvo poi ripiegarsi in flash-back intimistici non proprio opportuni
  • Il finale forse un po' troppo feel-good (ma, viste le circostanze, non del tutto immeritato).

Eppure, nonostante questo, c'è un che di appassionante nell'epopea privata di Guido, giovane ferito via via in tutti gli affetti, dall'amicizia all'amore, fino al sangue del proprio sangue.

Forse perché, nel leggere questa storia a prima vista un po' sgangherata, riconosciamo qualcosa delle nostre stesse vite - percorsi che, proprio come quello di Guido, non sempre seguono un filo logico, non sempre si soffermano su ciò che davvero conta, non sempre procedono come ci si aspetterebbe.

C'è chi ci si avvicina e poi ci abbandona in un soffio; c'è chi dopo anni ci mostra un lato di sé del tutto sconosciuto, e già per questo terrificante.

Ci sono legami che sembrano destinati a durare in eterno, e che invece si spezzano in un attimo, senza un perché.

Ma ci sono anche delle esperienze particolari, che danno un nuovo orizzonte alla nostra esistenza - magari non nel modo... "spettacolare" di cui è testimone Guido.

E infine, ci sono delle seconde chance che non ci aspetterebbe mai di ricevere... o di dare.

Ecco, forse il filo non sempre razionale, non sempre realistico di Nero è solo lo specchio del filo altrettanto ingarbugliato che chiamiamo Vita.

Nel caos della vita, gli alleati che non ti aspetti...!

Un labirinto in cui non sempre ci muoviamo con passo sicuro, un intrico di dubbi più o meno angoscianti fra i quali procediamo a tentoni, persino carponi, come Guido stesso sperimenta sulla propria pelle.

Un tavolo da gioco spesso crudele, dal quale non ci si può semplicemente alzare per andarsene... a meno che non si sia disposti a farne pagare il prezzo a chi ci ama.

Una sfida con il Destino che però in qualche caso possiamo tenere almeno in pareggio, grazie ad alleati insperati, se riusciamo a tenere aperti mente e cuore.

Per tutti questi motivi, nonostante tutto, Nero è riuscito sì a esasperarmi in alcuni punti, ma anche a farmi riflettere (e persino provare qualcosa) in altri.

Emanuele Lagomarsino può migliorare?

Penso di sì: una prosa più snella, senza troppi aggettivi e con un linguaggio un po' meno "ingessato" lo aiuterebbe a trasmettere molto meglio le sensazioni e le idee a cui tiene.

Emanuele Lagomarsino ha le carte in regola per scrivere?

Credo di sì: la passione c'è, la voglia di affrontare temi difficili anche... così come l'amore per la letteratura (se siete fan di Murakami o di Wilde, amerete le citazioni di Guido) e per la Francia :)

Per Nero, gli assegno un 6/10, e gli offro il mio in bocca al lupo.

E voi, che cosa ne pensate, avete già letto Nero, o potrebbe piacervi? A presto! 

Commenti

  1. Recensione onesta?
    E che vuol dire, tu hai espresso un tuo parere soggettivo ma manca tutta la parte tecnica (bilanciamento delle parti, sviluppo dei personaggi, eventuali refusi/errori e altre cose essenziali per l'analisi oggettiva dell'opera, alla quale segue poi la parte soggettiva.)
    Questa non è una recensione, è solo il tuo giudizio personale.

    Il tuo 6 per un altro potrebbe essere 8 e per un altro 2, e non ci vedrei niente di male né di disonesto.

    Perché ti scrivo ciò?
    Perché ho letto il tuo primo post importante da nuova gestione del blog e mi sono chiesta: scusa, allora per quale motivo sei uno dei miei lettori, se poi pensi male di chi come te recensisci libri?
    Attendo chiarimenti.

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    1. Ciao Sugar Free,

      penso che in questo caso ci sia un fraintendimento fra due termini legati ma non equivalenti.

      Quando parliamo di "oggettività" della recensione, entra in gioco tutta quella componente "tecnica" che giustamente ricordi (io mi sono limitato a menzionarne i punti salienti nell'elenco puntato).

      Quando parliamo di "onestà", invece, ci riferiamo appunto alla libertà con cui abbiamo espresso la nostra opinione personale, allo scrivere ciò che ci è piaciuto o meno del libro, senza paura.

      Ed è proprio della paura/resistenza di alcuni blogger a esprimere giudizi negativi che tratta il post a cui ti riferisci.

      Mi spiace molto che tu ti sia sentita in causa, non voleva essere un attacco personale verso specifici book-blogger.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Figurati Olivia, ci mancherebbe - un conto è la discussione anche accesa, un altro è demolire il prossimo diffamandolo.

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  3. La tua recensione è particolare, parli di sensazioni personali e mi è piaciuto, scrivi molto bene ...ma non ho ben capito la trama del libro XD
    Sembra un libro introspettivo...e non sono convinta possa fare al caso mio ;)

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    1. In effetti la trama è composta da una serie di esperienze di amore, odio, perdita e riunione che il protagonista vive nell'arco di circa dieci anni: l'introspezione conta molto, ma gli eventi si susseguono in modo piuttosto rapido :)

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