[RECENSIONE] "Storie di romanticismo, creature orribili e MOSTRI GIGANTI", di Michele Borgogni

Storie di romanticismo, creature orribili e mostri giganti, racconti di Michele Borgogni

Storie di romanticismo, creature orribili e MOSTRI GIGANTI - Michele Borgogni

Formato: ebook e cartaceo

Prezzo: € 1,99 - € 8,96

Isbn ebook: 9788829515677

Isbn cartaceo: 9788829517367

Editore: Streetlib (self-publishing)

Genere: raccolta di racconti – fantasy – surreale – horror – umoristico

Uscita: 25 settembre 2018


Si può fare self-publishing di qualità?

Fra i book-blogger questa è una domanda sempre pressante, non solo per le richieste di recensione e segnalazione che molti di loro ricevono con regolarità, ma anche perché essi stessi, prima o poi, sentono il bisogno di mettersi alla prova come autori.

Ebbene, oggi penso di poter rispondere di sì: autopubblicarsi, e farlo bene, è possibile.

Lo posso dire dopo aver letto Storie di romanticismo, creature orribili e MOSTRI GIGANTI, la nuova raccolta di racconti di Michele Borgogni, classe 1979, che probabilmente molti di voi già conoscono come la mente dietro al blog Il Cumbrugliume.

Come vi avevo anticipato, già dalla copertina (opera di Chiara Leidi) ho percepito il potenziale di questa piccola grande opera: e già dalle prime pagine, la mia prima, buona impressione.

In undici, brevi perle, infatti, l'autore gioca e reinterpreta in chiave contemporanea personaggi, ambientazioni e generi del Fantastico, dell'Orrido e dell'Inquietante, amalgamandoli con naturalezza a temi e paure figlie dei nostri tempi.

Ed è così ad esempio, che il turismo di massa e senz'anima è castigato a dovere nientemeno che da Godzilla nel racconto Mostri a Venezia, mentre in Presidente Bigfoot la belva dei boschi mette alle corde persino Donald Trump (e forse salva il Mondo).

E che dire dell'epico scontro fra integralismo cattolico e paganesimo zombie raccontato in Per un Natale tradizionale (se vi siete fatti qualche anno di scuola dalle suore, probabilmente capirete)?

Senza perdersi in descrizioni ridondanti (a parte forse nel primo racconto) o in digressioni irritanti, Borgogni non si limita però a resuscitare Grandi Antichi, fiabe contadine o angoscianti rimasugli della mitologia classica: al contrario, ci ricorda che il Mostro, quello vero, può trovarsi anche dentro di noi - come in Maledetta mosca di merda (se non erro, un richiamo a La falena di H.G. Wells)...

...o che può persino essere uno di noi, come nella scudisciata di Love, che con molta pregnanza chiude la raccolta, riportandoci ad una realtà spesso più pericolosa di qualsiasi creatura fantastica.

Perché forse è proprio questo uno dei punti di forza dell'opera: ricordarci che ogni giorno, nelle pieghe della nostra quotidianità, possono celarsi orrori ben più concreti di qualsiasi mostro - e che un perfetto sconosciuto benintenzionato, o persino chi dice di amarci, può farci molto più male di un dormiente di R'lyeh (specie se si invoca quello sbagliato, come accade ne Il Grande Antico):.

Un'impressione, questa, accentuata dall'uso di una prospettiva prevalentemente interna, con l'adozione di un narratore in prima persona in alcuni casi, con quella di un narratore in terza persona ma "calato" nel punto di vista di un solo personaggio.


Cerchi un mostro? Forse te lo trovi davanti tutte le mattine...

In appendice ad ogni pezzo, una breve postfazione ci permette di conoscerne meglio la genesi, avvicinandosi all'autore e al suo processo creativo.

Complici la struttura e la brevità dell'opera (forse l'unica piccola pecca, almeno a mio giudizio), ma anche e soprattutto la sua prosa scorrevole e non affetta dalla sindrome del parolone a tutti i costi, ammetto di aver divorato questo libro in poco più di un pomeriggio, voltando l'ultima pagina con qualche risata, qualche riflessione più seria...

...e certamente il desiderio di leggere qualcosa di più di Michele Borgogni: il quale per fortuna non solo ha già all'attivo una precedente raccolta, Il Giorno che uccisi Fabio Volo e altri racconti, sempre in self, ma persino un libro di ricette, Zuppe e Minestre di Arezzo (!), per Editrice Zona, e una collaborazione con Razione ILZ avviata nel 2015.

E che, almeno mi auguro, vorrà donarci al più presto nuove storie: non solo per i lettori che di sicuro conquisterà con queste che vi presento, ma anche per incoraggiare chi ha ancora qualche pagina ben nascosta nel cassetto... e per mettere a tacere una volta per tutte i critici a oltranza del self-publishing e di chi vi fa ricorso.

Nel frattempo, assegno a questi racconti inquietanti un meritato 9/10, e ve li consiglio per un Halloween all'insegna di terrori decisamente più adatti al 2018 di streghe e fantasmi.

E voi, che cosa ne pensate, Storie di Romanticismo vi stuzzica? A presto! 

Commenti

  1. L’ho detto: è da leggere. Buona giornata.
    sinforosa

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  2. Sono commosso... Grazie davvero! Ho volutamente mantenuto la raccolta breve perché volevo un libretto che si potesse leggere in una giornata. Ho altre cose in lavorazione che spero di riuscire a mandarvi prima possibile... Incrocio le dita perché la costanza non è mai stata il mio forte 😁

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    1. Grazie per la fiducia, aspetteremo tutto il tempo necessario ;)

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  3. Ancora non lo leggo, perché me lo tengo per Natale. Ma conosco il buon Michele da anni, e so che posso fidarmi di lui. E sicuramente anche della tua recensione: vado tranquillo :)

    Moz-

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    1. Ci troverai molti riferimenti al bel tempo che fu... pane per i denti del tuo blog :)

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  4. Come sai, l'ho letto e non mi è piaciuto.

    Lo stile è semplice e pulito, a parte qualche svista fastidiosa (ad es. "Volse lo sguardo a cercare di cogliere la magnificenza della piazza..." in Mostri a Venezia e "Successe la notte successiva" in La sentinella contro le Cose Brutte), ma più che racconti mi sono sembrati bozzetti in cui i mostri dell'immaginario collettivo sono calati nel mondo moderno, senza particolare originalità e conclusioni sempre sottotono - anche in quelli più promettenti come Per un Natale tradizionale e La sentinella contro le Cose Brutte, spesso, conditi da notazioni politiche e sociologiche irrilevanti.
    L'unico racconto che mi ha fatto sorridere è Il Grande Antico, ma è appunto un quadretto, più che una narrazione.
    L'ultimo racconto poi mi è sembrato un tributo al politicamente corretto, peraltro frettoloso.

    Per farla breve, idee interessanti (anche se non al massimo dell'originalità) svolte a portar via.

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    1. Per quanto mi riguarda, non ho visto il pesante bagaglio di considerazioni "politiche" che citi, ma è chiaro che ognuno può leggere concetti anche molto diversi pur partendo dalle stesse pagine (il che è fantastico, per inciso).

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    2. Ciao S.! Mi spiace che la mia raccolta non ti sia piaciuta, e mi spiace soprattutto che qualche sbavatura sia sopravvissuta alle riletture mie e dei tanti proof reader che mi hanno aiutato! L'idea della raccolta era proprio quella di portare alcuni mostri classici nel mondo moderno, fa eccezione proprio l'ultimo racconto, "Love", che era nato per un altro progetto e che - lo confesso - è stato scritto effettivamente in maniera frettolosa per sopperire a un'urgenza. Comunque ne ero moderatamente soddisfatto, e mi sembrava una chiusa degna per la mia raccolta... Ma capisco le tue critiche :) Per il resto non era mia intenzione inserire notazioni politiche e sociologiche, ma evidentemente qualcosa delle mie idee personali è riuscito a penetrare comunque nei racconti. Mi fa comunque piacere che tu abbia letto la mia raccolta fino in fondo, spero che i prossimi lavori possano convincerti di più! Grazie :)

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  5. Il titolo mi ispirava particolarmente, ma dopo aver letto la tua recensione lo metto subito in wishlist perchè sembra promettere molto bene!

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    1. Si tratta di una lettura piacevole, che in alcuni punti fa riflettere ma senza mai appesantirsi :)

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    2. Grazie Siannalyn! Spero di non deludere aspettative tanto alte! In ogni caso mi farebbe piacere avere una tua opinione se e quando avrai portato a termine la lettura. Ciao!

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  6. Mi sembra una raccolta molto interessante, adoro le storie horror, e se sono racconti, mi piacciono molto di più. Me lo segno!

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  7. sì, mi hai molto stuzzicata, ho segnato il titolo, finito in WL

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    1. Ottimo, Chiara, spero che la tua esperienza di lettura rispecchi la mia ;)

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