TBR - Troppo Bagaglio, Ragazzi?

Bookblogger: un hobby stressante, quasi un lavoro?

Nonostante frequenti i book-blog da un po', e ne abbia persino rilevato uno, ci sono ancora alcuni "zone d'ombra", cose che ancora sto cercando di capire.

Una in particolare? I post TBR, To Be Read.


TBR - sigla misteriosa...

Dal punto di vista operativo, non è niente di che, lo so: ogni mese, un book-blogger si pone degli obiettivi di lettura.

E fin qui niente di strano; in fondo, l'essenza del book-blogging non è proprio parlare di quello che si legge o che si vorrebbe leggere?

Peccato solo che, a volte, ci lasci prendere un po' la mano: ad esempio, nel corso del tempo mi è capitato di vedere liste davvero piene, francamente oltre i limiti del possibile; soprattutto se consideriamo che molti blogger sono studenti o lavoratori a tempo pieno, genitori... persone spesso impegnate, insomma.

Cosa succede, quindi?

Che ogni due per tre, alla fine del mese, i post di recap siano tutti un "oh, no, non ce l'ho fatta a leggere tutto!", "sono imperdonabile", eccetera eccetera.

Ecco, io questa cosa davvero non la capisco: perché darsi degli obiettivi poco realistici, mancarli, e poi fare mea culpa come scolaretti che non hanno fatto i compiti?


Mancare l'obiettivo di lettura? A pane e acqua per un mese!

I compiti...

Forse è proprio in questo che qualcuno rischia di trasformare la lettura: ma leggere non dovrebbe essere un piacere, una finestra sul mondo, una passione da condividere?

Invece, qua e là, sembra quasi che si tratti ormai di un secondo lavoro full-time, non pagato, e stressante - talmente stressante da indurre alcuni blogger a mettere in dubbio il senso dell'impegno e del tempo spesi nei propri progetti, mentre altri decidono di gettare la spugna, lasciando i lettori un  po' disorientati.

Eppure non c'è alcun motivo per cui le cose debbano andare così.

Il book-blogging, come qualsiasi altra passione, non deve per forza trasformarsi in un obbligo, o ancora peggio in una competizione per stabilire il lettore più forte o il recensore più prolifico.


Niente panico! Non è una gara...

Un libro non è un semplice oggetto di consumo, una pratica da sbrigare, un punto in più in classifica.

Un libro, prima di tutto, è un messaggio in bottiglia che l'autore ha voluto consegnare alle onde del tempo e dello spazio: un messaggio che, per vie a volte del tutto semplici o complesse, brevi o molto più tortuose, è arrivato fino a noi, e che dobbiamo poter approcciare e meditare con calma, senza che nessuno ci forzi la mano.

Poi certo, esiste anche tutto un mondo fatto di collaborazioni con autori e Case Editrici, di piccoli gig più o meno remunerativi... ma anche in questo caso, perché ostinarsi a mangiare più di quanto siamo in grado di digerire?

Molto meglio una recensione sola, ma ben fatta e rispettosa dell'autore che dieci fatte a cottimo, facendosi mille paranoie e combattendo con tutti gli altri impegni quotidiani, no?

Penso che chi decide di collaborare con i book-blogger sia perfettamente in grado di capirlo e apprezzarlo.


Relax, and enjoy the journey!

Insomma, le letture imposte lasciamole nei nostri ricordi di scuola, se possibile.

Non trasformiamo mai le nostre passeggiate in estenuanti maratone, né le nostre ali di carta in bagagli troppo pesanti.

I veri problemi della vita sono ben altri...

E voi, che cosa ne pensate, vi piaccioni i TBR? Trovate anche voi che con questi post ci si dovrebbe andare più piano? Vi è mai capitato di esagerare davvero, e di pentirvene? I vostri commenti sono sempre i benvenuti!

Commenti

  1. Ciao! Personalmente non mi piacciono molto i TBR, un po' perché scelgo i romanzi in biblioteca seguendo l'ispirazione e l'interesse del periodo, un po' per tutti i motivi che hai elencato tu. Purtroppo sono precaria, dei mesi lavoro poco ed altri di più, l'imprevisto è dietro l'angolo...e mantenere attivo il blog è già un impegno anche senza questi obiettivi. Un'altra cosa che non capisco è il "numero" di libri al mese o all'anno da raggiungere ad ogni costo… a parte che qualità non è sinonimo di quantità, leggere non deve diventare una gara!

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    1. Proprio così, Silvia, l'ansia da prestazione nella lettura davvero non la capisco: leggere dovrebbe anche essere una piccola "fuga" per riposarci dai nostri problemi di ogni giorno, e magari trovare un po' di forza e di ispirazione... ma se lo trasformiamo in una gara, che senso ha?

      Grazie per la visita, e in bocca al lupo per il lavoro!

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  2. Per me uno può fare come vuole, magari porsi un obiettivo serve da sprone o è una piccola sfida con se stessi.
    Per un TBR magari è inutile, per un altro può essere inutile questo post.
    Insomma, lasciare in pace la gente vedo che ormai è molto difficile...

    Ecco, l'altra volta mi sono dimenticata di chiederti una cosa: da quand'è che scrivere libri m/m significa essere attivisti nel mondo LGBTQI?
    Sei consapevole del fatto che non tutti gli autori/le autrici di libri m/m sono per forza omo/bi/transessuali, vero?
    E se poi uno volesse anche essere un sostenitore dei diritti LGBTQI questo non fa di lui/lei un clone blogger.

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    1. Parto dalla fine: certo, scrivere M/M non significa essere omosessuali, né essere per forza attivi a sostegno dei diritti LGBTQI... ma difficilmente si tratterà di autori omofobi: e questo può rendere chi ne parla vulnerabili ad attacchi di altre persone.

      Per quanto riguarda questo post, certo, ognuno può pensarne e farne come vuole, così come parlarne o semplicemente ignorarlo :)

      Detto questo, ti auguro una buona giornata e un buon inizio di settimana.

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  3. Non conosco bene il fenomeno TBR, ma insomma ho inteso che si tratta di una sorta di wishlist (però con una sorta di "obbligo").
    E una volta anche io feci un articolo così, sul leggere e sullo scrivere: vedevo sempre dei target da raggiungere, come fosse appunto un obbligo (devo scrivere almeno 5 mila parole ogni tot, devo leggere almeno tot libri ecc). Boh.
    Io amo leggere (non solo fumetti, non ci credere XD), e siccome amo farlo, per me è come bere una buona birra tra amici o guardare un bel film (altra mia passione). Ma appunto, nessuno deve obbligarmi, sono piaceri e si fanno per il gusto di fare, quando ci va.
    Altrimenti non è più un piacere, è una cosa forzata. E dalle forzature non può mai esserci piacere o sincerità...

    Moz-

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    1. Hai ragione - se vogliono che lavori, almeno che mi paghino :D

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  4. Ciao,
    per quanto riguarda le TBR, io personalmente non le utilizzo. Questo perché scelgo la mia prossima lettura sempre in base al mio umore, quindi sarebbe troppo difficile attenermi ad una lista precisa. Potrei tentare di anticipare i miei desideri, ad esempio trovandomi in un periodo da classici, stilerei una lista con 4/5 di questi libri magari con dei temi ricorrenti e che al momento mi interessano, da leggere entro fine mese, ma nemmeno questa sarebbe una soluzione, perché il mio umore relativamente alla lettura può cambiare da un giorno all'altro.
    Preferisco leggere i libri come vengono, basandomi sui miei interessi del momento, su un particolare genere o un particolare autore.
    Concludo dicendo che, ad ogni modo, non sono contro le persone che pubblicano post con le proprie TBR, per alcuni è una sorta di organizzazione, magari per smaltire dei libri che volevano leggere da tanto e che non sono riusciti a prendere in mano prima, però sono d'accordo con te nel dire che le liste devono essere realistiche e che è inutile lamentarsi di non essere riusciti a completarle a fine mese, l'obbiettivo era impossibile.

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    1. Sono d'accordo al 100%, Martha, soprattutto per quanto riguarda l'influenza del nostro umore: come faccio a sapere ciò che mi attirerà nei prossimi giorni?

      Comunque, hai ragione, ognuno deve potersi organizzare nel modo che trova più adatto a sé.

      Grazie per la visita, a presto!

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  5. Arrivo per caso su questo tuo spazio e trovo un post davvero interessante che mi apre gli occhi su un fenomeno che conosco poco, pochissimo.
    Leggere deve essere anzitutto un piacere, poi c'è da a apprezzare, certamente, anche tutti coloro che lo fanno per altri motivi. Buon pomeriggio.
    sinforosa

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    1. Senza dubbio, Sinforosa; come recita il detto "a ciascuno il suo".

      Grazie per la visita, a presto!

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  6. io non faccio mai Tbr, non è nella mia natura di lettrice scegliere le letture mensili, preferisco seguire il cuore, il momento, l'onda.
    insomma non voglio vincoli e in questo modo leggo davvero tantissimo. trovo stressante dover stilare una lista.
    però conosco tante blogger che preferiscono fare così perché gli piace seguire schemi e scalette.
    credo che molto dipenda dal carattere delle persone e dal loro modo di strutturare le settimane conciliando letture lavoro famiglia non necessariamente in questo ordine- mi auguro.

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    1. Ammetto di essere un anch'io un lettore d'istinto, magari c'è qualche titolo che cerco da un po', ma una scaletta vera e propria non me la sono mai posta.

      Poi sicuramente c'è chi si sente più a suo agio con un programma più preciso: l'importante è non stressarsi troppo, che di motivi per stare in ansia ce ne sono già tanti, là fuori.

      Grazie per il tuo commento, alla prossima!

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  7. Ciao! Finalmente capisco che vuol dire Tbr! L'ho visto tante di quelle volte nei post ma non mi sono mai curata di capire a cosa si riferisse veramente.
    No, neanche io le faccio. Ma come si potrebbe d'altronde? Gli impegni, ma soprattutto gli imprevisti, dove li mettiamo? In effetti farsi un programma di letture fa molto scuola, e la cosa può alla lunga deprimere e far perdere gli stimoli giusti!
    Il libro da leggere lo scelgo dopo aver voltato l'ultima pagina del libro in lettura. Quando vedo un romanzo che mi interessa me lo segno, ma poi il piacere della scelta e la vastità del mondo letterario prendono il sopravvento e perdo più tempo nello scegliere un libro che nel leggerlo!
    Grazie per la menzione del mio post, e in bocca al lupo per questa tua nuova avventura come comandante della nave ;)

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    1. Un po' di organizzazione a qualcuno può servire, ma quando diventa così strutturata rischia di diventare un secondo lavoro (non retribuito, fra l'altro!).

      Grazie a te per la visita, a presto :)

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  8. Mi unisco alla tua riflessione per mettermi tra quelli che non si danno impegni: c'è chi legge un libro solo per tutta la vita (la Bibbia) o un autore solo, quindi è importante che non si paragoni la conoscenza con il numero di libri letti, infatti io scrivo un articolo ogni tanto solo quando qualche autore me lo strappa proprio dal cuore, bello il tuo blog, originale e sempre aggionato

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