Letture di giugno + Book Haul

Anche giugno è ormai agli sgoccioli; è tempo quindi di fare il bilancio di questo mese partito in sordina e molto poco - anzi per nulla - italiano.


 Cominciamo con Il diavolo nella cattedrale, best seller del tedesco Frank Schätzing (1995): intrighi, omicidi e congiure nella Colonia del 1260, tra furfanti, onesti bottegai, arditi chierici, nobili mercanti e vescovi in lotta, e uno spietato e misterioso assassino. 
Una lettura piacevole, un romanzo storico scorrevole ma lontano, secondo me, dall'esatta mistura di azione e sentimento che ho ritrovato in I pilastri della Terra di Ken Follett.
Complice il periodo di intensa riflessione che sto vivendo, ho trovato ficcante il richiamo al libero arbitrio, al fare pace per quanto possibile con gli errori del passato per trasformarli in guida per l'agire futuro; ciò detto, la mentalità espressa dal canonico Jaspar e in parte dal protagonista Jacop mi è sembrata anacronistica, molto più vicina alla sensibilità moderna che a una (eterodossa finché si vuole) mentalità medievale.


Complice l'energia della stagione estiva, mi sono lanciato in una lettura in lingua; il prescelto è stato Never Let Me Go (2005; nella traduzione italiana: Non lasciarmi) del Premio Nobel 2017 Kazuo Ishiguro.
Un'opera scritta in un Inglese piano, essenziale; quello di Kathy, protagonista e voce narrante di una vicenda angosciante e dai contorni ambigui, ambientata in una cupa Inghilterra alternativa degli anni Novanta che vede in lei e nei suoi compagni di collegio dei meri donatori di organi, clonati a partire dai reietti della società e costretti a "completare" il proprio percorso prima che l'avanzare dell'età li renda inservibili.
E' stato proprio il tono piano e fattuale di Kathy a rendere ancora più commovente il suo racconto: il rapporto complicato e pieno d'amore e dolore che la lega agli amici Ruth e Tommy; la ricerca spasmodica del senso della propria esistenza e di un futuro diverso, fra stolida rassegnazione e tenera illusione; il senso di impotenza e di fragilità di cui tutto il romanzo è permeato.
Il modo con cui Ishiguro intreccia i ricordi di Kathy è, a mio parere, magistrale: ci induce a sperare con lei, fino all'ultimo, che colui che cerca sbuchi all'improvviso dalla campagna fredda e immota.
Dal romanzo è stato tratto l'omonimo film britannico del 2010 (protagonisti Carey Mulligan, Keira Knightly e Andrew Garfield), nonché una serie televisiva giapponese.


 Affascinato da Never Let Me Go, ho dato una possibilità a un altro romanzo di Ishiguro, Quel che resta del giorno (1989; celebre l'adattamento cinematografico del 1993 con Anthony Hopkins ed Emma Thompson).
La trama esile - un anziano maggiordomo in ferie si reca in visita a una governante, sua collega di vent'anni prima; il viaggio è il pretesto per un amarcord dei lunghi anni trascorsi al servizio di un aristocratico dalle scomode inclinazioni politiche - diviene il pretesto per riflessioni profondissime sulla fragilità e il caso che sono intrinseci alla vita; sull'equilibrio delicatissimo fra dimensione pubblica e privata; sulla ricerca di un ideale, ampio o ristretto che sia, e sulla capacità di aderirvi con sacrificio consapevole.
Le pagine finali sono un invito a deporre i se e i ma e i mille destini possibili, e a non permettere a niente di frapporsi fra noi e la felicità che meritiamo.


Una lettura fortissima, come appare chiaro dal tema, recensita e consigliata da Seli sul blog Ombre Angeliche
Io vi chiedo il diritto di morire è l'appello che nel 2002 Vincent Humbert, di 21 anni, lanciò al Presidente Chirac e alla Francia intera dal letto d'ospedale a cui un incidente d'auto l'aveva confinato, rinchiuso anima e cuore in un corpo offeso e inerte.
Un'anima e un cuore che si esprimono prepotentemente, rompendo ipocrisia e indifferenza.
Per quanto paradossale, Vincent non ci parla di morte, ma di vita: quella spensierata e un po' scapestrata confinata nei ricordi e nel rimpianto; quella che scorre, ora come allora carica d'amore, fra lui e la mamma Marie - colei che, di fronte al rifiuto della autorità civili e mediche, acconsentirà al volere del figlio, che pure l'annienta, nel 2003; quella lancinante e atroce del presente, che il ragazzo con tutto se stesso rifiuta e di cui vuole disporre nell'unico modo che gli sembri umano e possibile: terminarla.
Una difesa cosciente e disperata del proprio diritto a essere uomo, persona, cittadino; capace di accogliere e apprezzare sia l'approvazione di chi tale diritto riconosce; sia le testimonianze di segno opposto che gli giungono da tutto il Paese... purché sia la sincerità ad animarle, e non il calcolo politico o il moralismo.
Il racconto di Vincent, ora rabbioso, ora ironico, ora tenero, può essere solo letto con cuore e mente aperti. 
Per quel che mi riguarda, terrò anch'io un petalo sul petto a ricordo di lui - chi ha già letto, sa; gli altri, lo capiranno...


 Infine, cambiamo decisamente tono con Piccoli suicidi tra amici (1990), del finlandese Arto Paasilinna. Un gruppo di allegri aspiranti suicidi, capitanato da un imprenditore fallito, un colonnello a riposo e una conturbante vicepreside, accaparratosi un lussuoso pullman, vaga per la terra dei laghi in cerca dello strapiombo perfetto dal quale dire addio a un mondo indifferente e beffardo.
Una critica puntuta e simpaticamente feroce a una società pacifica e vuota, benché tanto decantata da noi mediterranei, che la scrittura quieta e surreale dell'autore rende ancora più godibile.

Queste le letture di giugno: quali sono le vostre impressioni?

Ma non c'è stata solo questa piccola teoria di buone letture :)

Il mese che sta per terminare è stato anche occasione - complici le promozioni varate da tante case editrici - di una puntata in libreria, la prima dopo quasi tre mesi.

Ecco il bottino, equamente ripartito fra autori italiani e stranieri:


  • L'arte della gioia, di Goliarda Sapienza
  • La Gilda del Mac Mahon, di Giovanni Testori - seguito de Il ponte della Ghisolfa
  • Le api, romanzo storico dell'estone Meelis Friedenthal
  • L'isola dei senza colore, del mitico Oliver Sacks

Prima di darvi appuntamento al prossimo mese, vi ricordo il progetto estivo del blog: raccogliere spunti di lettura da tutta Europa, per poi commentarli insieme a partire dall'autunno.




C'è tempo fino alla mezzanotte del 31 agosto... vi aspetto numerosi!

Commenti

  1. Ciao :) I libri di Ishiguro mi ispirano molto, mentre quello di Paasilinna ce l'ho in wishlist da secoli *_* mi piace molto come autore!

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    1. Ciao Gaia!
      Ishiguro è stato una bella scoperta, per non dire di Paasilinna... pensavo che i suoi fossero libretti umoristici, invece sono carichi di ironia e osservazioni acute sulla società finlandese, che da certi punti di vista non è migliore di quella italiana, anzi...

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  2. I primi quattro libri li ho letti e apprezzati molto, nonostante anche io abbia notato delle incongruenze ne "Il diavolo nella cattedrale".
    Gli altri non li conosco ma rimedierò ;-)

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    1. Ciao Olivia!
      Più che altro ho trovato davvero troppo "moderni" il modo di ragionare e la sensibilità dei personaggi, dal libero arbitrio al cliché del cattivo "traumatizzato" :(
      So che le altre opere di questo autore non sono di genere storico, e direi che ha fatto bene ;)

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  3. Ciao! Non ho letto questi romanzi, ma il film tratto da "Quello che resta del giorno" è molto bello!

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    1. Ciao Silvia!
      Non mi sorprende, visto il cast... non sono un cinefilo, ma se ne avessi l'occasione lo guarderò senz'altro ;)

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