B.B.B. Award




Oggi ho avuto il grande piacere di ricevere il B.B.B. award da Silvia Bragalini, autrice del blog La nostra passione non muore ma cambia colore - se siete in cerca di consigli letterari e cinematografici di alto livello, andate a trovarla!

Che cos'è il B.B.B. Award?

Ideato dalla blogger e autrice Francesca A. Vanni, è intitolato a Bastiano Baldassarre Bucci, il protagonista del romanzo La storia infinita di Michael Ende.

Ai premiati sono rivolte alcune domande, rigorosamente a tema libri.


REGOLE:


- Ringraziare chi vi ha dato il premio e prendere il banner (di nuovo, grazie Silvia);

- Rispondere alle domande;

- Girare il premio ad almeno altri tre blogger.




LE DOMANDE:



1) Cosa sono per te i libri?

Sono i colori della tavolozza con cui cerco di rendere ogni mio giorno degno - almeno un po' - di essere vissuto e amato.

Sono bellezza e provocazione, a volte ferite che servono per crescere.

Alcuni diventano, per citare Il cardellino di Donna Tartt, chiodi su cui il destino tende a impigliarsi e a strapparsi.


2) Consiglieresti mai un libro?

Beh, è quello che faccio scrivendo in questo angolo virtuale... anche se penso che fra lettore e libro spesso si accendano alchimie del tutto personali, intime, su cui i consigli altrui hanno poca o nulla influenza.


3) Copertina, titolo, numero di pagine: ti fai influenzare da questi tre elementi nella scelta di un libro?

Premesso che alcune copertine sono piccoli capolavori - e altre davvero scadenti e banali - non è un aspetto che mi condiziona nella scelta di un libro.

I titoli sono come sirene: possono incuriosire o provocare, ma da soli non bastano a invitarmi alla lettura.

La lunghezza di un libro influisce nella misura in cui debbo incastrare i miei impegni quotidiani o settimanali fra le mie letture (proprio così, e non il contrario :D)... vero è che mille pagine di Ken Follett sono una rapida cavalcata rispetto a 10 di un trattato filosofico.


4) Autori nuovi: sì o no?

Un autore sconosciuto è sempre nuovo, foss'anche vissuto cento anni fa!
Cavilli a parte, se il libro mi incuriosisce, lo status dell'autore non è importante.


5) Libri semi/auto-pubblicati: sì o no?

Tendevo a evitarli, ma considerando le...cose che tante case editrici anche blasonate depositano sugli scaffali delle librerie, ho rivisto questo pregiudizio.


6) Leggi più libri insieme o uno alla volta?

Sempre uno alla volta; credo che ogni libro meriti il suo tempo e il suo spazio per rivelarsi, farsi conoscere e mettere radici nella mia vita di lettore.
Mi è capitato di interrompere una lettura lunga e impegnativa per dedicarmi a una più rapida e leggera - ad esempio una breve raccolta di racconti - ma non è un'abitudine.


7) Il libro che vorresti aver scritto?

Domanda difficile.
La mia risposta istintiva - e un po' presuntuosa - è: nessuno.
Forse perché i libri che amo di più sono frutti del travaglio, delle difficoltà, dell'eroismo banale, di vita vera e dura... dire che vorrei aver scritto un simile libro significherebbe augurarmi di affrontare il pesante bagaglio umano che ne ha permesso la nascita, e mi sentirei un grandissimo ipocrita ad affermarlo.



NOMINO... mi concedo uno strappo alla regola e condivido il premio con tutti coloro che passeranno di qui e avranno voglia di partecipare sui propri blog o nei commenti.






Spero che questo post vi sia piaciuto; ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s'è fatto apposta!


GRAZIE.

Commenti

  1. Ciao! Grazie mille per aver risposto subito a queste domande :-) Sono contenta che il mio blog ti piaccia!
    Super interessante la tua riflessione sul "libro che vorresti aver letto"... dopotutto, anche il romanzo più leggero può provenire da un bagaglio interiore piuttosto pesante.
    Quanto agli auto-pubblicati...personalmente credo che le case editrici spesso scelgano di pubblicare i peggiori pasticci soltanto perché hanno avuto successo sulla rete (in 8 casi su 10 perché c'è una storia d'amore tira-e-molla). Meglio scegliere da soli!

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    1. Figurati, grazie a te per queste domande e per avermi permesso di farmi conoscere meglio!
      Sono d'accordo con te: la rete dovrebbe essere uno strumento di democrazia, permettendo ad autori in gamba e controcorrente di farsi apprezzare al di fuori di logiche di mercato; purtroppo quel che accade è un appiattimento delle offerte editoriali tradizionali sulla fruizione di massa... e chi non si adegua è, di nuovo, perduto.

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  2. Buongiorno!
    Grazie per l'amicizia su gplus ed eccomi qua :-)
    Mi è piaciuta soprattutto la risposta alla domanda 5, in effetti oggi autopubblicati e pubblicati da case editrici si equiparano: c'è del bello e del brutto dappertutto.
    Io mi apro sempre ad autori nuovi, se mi interessano, e non mi lascio influenzare dalle pagine anche se una sinossi convincente mi intriga parecchio.
    Vorrei aver scritto Dracula di Bram Stoker.

    Comunque ti dico una cosa sola, l'autrice che ha inventato il premio è una mia amica e si chiama Francesca A. Vanni, chi l'ha citata ha sbagliato il nome :-(

    Ti lascio qui l'indirizzo del mio blog, se vuoi ricambiare la visita:
    https://olivialascrittrice.blogspot.it/

    Un abbraccio,
    Olivia

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    1. Ciao Olivia!
      Provvedo a correggere ;)

      Dracula è una bella scelta, anche se un po' rischiosa... il resto della produzione letteraria di Stoker è stata eclissata dal successo strepitoso del vampiro.
      Vero anche che una sola opera immortale val bene l'essere considerati una one-hit wonder :)

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