Protofantascienza all'italiana

Quando si è iniziato a immaginare il futuro, a dargli forma letteraria?

La maggior parte di noi tende a pensare che il genere fantascientifico sia un prodotto della modernità, del mondo di oggi in cui il progresso tecnologico corre mille volte più veloce della comprensione e paziente verifica delle sue ricadute pratiche ed etiche.

E questo sembrerebbe ancora più vero per quanto riguarda l'Italia, un Paese dove un romantico, mitico passato sono materia privilegiata all'arida scienza.

E se oggi vi parlassi di un esempio di sci-fi nostrano datato 1897?

Proprio così: si intitola L'anno 3000, ed è modestamente definito come un "sogno" dall'autore, lo scienziato e patriota Paolo Mantegazza.


Nell'edizione originale, per Treves. Potete scaricarlo liberamente QUI.

La trama è semplice: dopo cinque anni d'amore, Paolo e Maria (doppi letterari dell'autore e della moglie) lasciano Roma, capitale degli Stati Uniti d'Europa e si recano ad Andropoli, capitale planetaria alle pendici dell'Himalaya, per ottenere il nulla osta alla riproduzione dal Senato biologico.
Paolo e Maria lasciarono Roma, capitale degli Stati Uniti d'Europa, montando nel più grande dei loro aerotachi, quello destinato ai lunghi viaggi.
L'aerotaco 
È una navicella mossa dall'elettricità. Due comode poltrone stanno nel mezzo e con uno scattar di molla si convertono in comodissimi letti. Davanti ad esse una bussola, un tavolino e un quadrante colle tre parole: moto, calore, luce. Toccando un tasto l'aerotaco si mette in moto e si gradua la velocità, che può giungere a 150 chilometri al l'ora. Toccando un altro tasto si riscalda l'ambiente alla temperatura che si desidera, e premendo un terzo si illumina la navicella. Un semplice commutatore trasforma l'elettricità in calore, in luce, in movimento; come vi piace. Nelle pareti dell'aerotaco eran condensate tante provviste, che bastavano per dieci giorni. Succhi condensati di albuminoidi e di idruri di carbonio, che rappresentano chilogrammi di carne e di verdura; eteri coobatissimi, che rifanno i profumi di tutti i fiori più odorosi, di tutte le frutta più squisite. Una piccola cantina conteneva una lauta provvista di tre elisiri, che eccitano i centri cerebrali, che presiedono alle massime forze della vita; il pensiero, il movimento e l'amore.
La prima tappa del volo è al golfo di Lerici, dove la coppia giunge in poche ore (sic) e senza accidenti.
Qui, Paolo ripercorre gli eventi che hanno portato al corrente assetto mondiale:
Noi non vediamo più l'ecatombe di ossa, che devono trovarsi sul fondo del mare, perché sul principio del secolo XX ebbe luogo una terribile battaglia navale, a cui presero parte tutte le flotte d'Europa; mentre per fatale coincidenza in Francia si combatteva un'altra grande battaglia. [...] anche dopo aver abolita la guerra, l'umana famiglia non ebbe pace ancora. Vi erano troppi affamati e troppi infelici; e la pietà del dolore, non la ragione, portò l'Europa al socialismo. [...] L'esperimento generoso, ma folle, durò quattro generazioni, cioè un secolo; ma gli uomini si accorsero di aver sbagliato strada. Avevano soppresso l'individuo e la libertà era morta per la mano di chi l'aveva voluta santificare. Alla tirannia del re e del parlamento si era sostituita una tirannia ben più molesta e schiacciante, quella d'un meccanismo artificiale, che per proteggere e difendere un collettivismo anonimo soffocava e spegneva i germi delle iniziative individuali e la santa lotta del primato. Sopprimendo l'eredità, la famiglia era divenuta una fabbrica meccanica di figliuoli e di noie sterili e tristi. Un gran consesso di sociologi e di biologi seppellì il socialismo e fondò gli Stati Uniti del mondo, governato dai migliori e dai più onesti per doppia elezione. Al governo delle maggioranze stupide subentrò quello delle minoranze sapienti e oneste. L'aristocrazia della natura fu copiata dagli uomini, che ne fecero la base dell'umana società. Ma pur troppo non siamo ancora che a metà del cammino. L'arte di scegliere gli ottimi non è ancora trovata; e pensatori e pensatrici, i sacerdoti del pensiero e le sacerdotesse del sentimento, travagliano ancora per trovare il modo migliore, perchè ogni figlio di donna abbia il posto legittimo, che la natura gli ha accordato nascendo. Si sono soppressi i soldati, il dazio consumo, le dogane, tutti gli strumenti della barbarie antica. Si è soppresso il dolore fisico, si è allungata la vita media, portandola a 60 anni; ma esiste ancora la malattia, nascono ancora dei gobbi, dei pazzi e dei delinquenti, e il sogno di veder morire tutti gli uomini di vecchiaia e senza dolore è ancora lontano.

Lo stile è enfatico, ma il contenuto ha il sapore della preveggenza, dalla Prima guerra mondiale all'avvento di regimi comunisti.
L'umanità del 3000 ha conseguito risultati importanti, ma il cupo clangore di una boa abbandonata risveglia in Paolo un'inquietudine che la fiducia nella scienza non vale a tacitare:
...l'immagine dolorosa di tutta la storia umana. Un lamento, che sorge dalle viscere dei bambini appena nati, dei giovani straziati dall'amore, dei vecchi che hanno paura della morte; di tutti i malcontenti, di tutti gli affamati di pane o di gloria, di ricchezza o di amore. Un lamento, che si innalza da tutto il pianeta, che piange e domanda al cielo il perchè della vita, il perchè del dolore. E a quel lamento di tutto il pianeta risponde il destino, il fato con quel tonfo cupo e profondo: Così è, così deve essere, così sarà sempre. - No, Paolo, non è così, non sarà sempre così! Pensa alle corazzate omicide che non ci son più, pensa alla guerra che più non esiste; pensa al progresso che mai non posa. Anche questa boa, che sembra ripeterci coi suoi palpiti l'eterno lamento dell'umanità, e la crudele risposta del fato, tacerà un giorno, disciolta dalle acque del mare....

Una breve sosta in Egitto ci informa dei cambiamenti climatici in corso, con un ottimismo che noi uomini e donne di oggi tendiamo a non condividere:
L'acqua aveva preso il luogo della sabbia, e per questo solo fatto il clima dell'Europa si era rinfrescato di molti gradi, senza che perciò fosse ritornata una nuova epoca glaciale. Nell'anno 3000 gli uomini maneggiavano con tale artifizio le forze della natura, che bastava dirigere una forte corrente di aria calda verso i poli per sciogliere gli immensi ghiacci, che un tempo occupavano gran parte della zona polare.

Paolo e Maria si dirigono quindi a Ceilan, 
quell'isola curiosa, dove come in un museo si conservano tutte le forme dei governi passati. È perciò che vien chiamata anche l'Isola degli esperimenti.

come nella miglior tradizione della letteratura utopica: è sempre in quest'isola che Tommaso Campanella situa la sua Città del sole, nel primo Seicento.

I quattro regimi che la coppia visita sull'isola sono:

I) l'Eguaglianza
una delle città di Ceilan e la più moderna. L'avevano fondata gli Egualitarii, gente che credeva di aver risolto il problema dell'umana felicità, eguagliando tutti gli uomini nei diritti e nei doveri; nella ricchezza, nel vestito, in ogni cosa.  
Eran tutti vestiti alla stessa foggia, di seta bianchissima, tutti quanti senza barba; per cui non si poteva neppure distinguere il sesso. Anche le donne portavano i capelli corti e tagliati alla stessa maniera come gli uomini.Solo parlando loro, la voce diversa distingueva il sesso. Anche l'età era difficile a scoprirsi, perchè i vecchi si tingevano di nero i capelli; tutto e sempre in omaggio dell'eguaglianza universale. 

Orgogliosi dichiarano: 
noi tutti non abbiamo nome, ma al nascere riceviamo un numero, che ci distingue da tutti gli altri e che portiamo fino alla tomba. Quando uno di noi viene a morire, il primo che nasce prende il suo numero, onde la serie non sia interrotta.

Noi abbiamo in orrore la diversità, perchè offende la giustizia, che è la nostra Dea; e ognuno di noi denunzia subito al Diverso d'un giorno chi nel vestire, nel mangiare o in qualsiasi cosa si comporti diversamente dagli altri.

II) Tirannopoli, una teocrazia, un
piccolo stato, dove il popolo viveva sotto il regime dispotico d'un piccolo tirannetto, Niccolò III, che portava il titolo di czar in memoria degli imperatori di Russia.
Una parola sola poco riverente pronunciata contro lo czar era punita col carcere e ogni tentativo di ribellione si meritava la pena di morte, che veniva eseguita collo strangolamento. 
Niccolò era non solo re assoluto, ma anche capo della religione. Questa era semplicissima: adorazione di un Dio solo e dei suoi santi, che erano tutti tiranni celebri nella storia del passato. Augusto, Tiberio, Nerone, Ezzelino da Romano, Luigi XI, Luigi XIV, Enrico VIII d'Inghilterra, Napoleone I, Re Bomba di Napoli, Pietro il Grande e tanti altri erano altrettanti santi, che avevano il loro tempio e il loro culto. Intorno al trono vi era una doppia aristocrazia, la civile e la religiosa, strette entrambe da vincoli di parentela e di una comune solidarietà. [...] l'emigrazione era rara e difficile, essendo punita colla morte, se si poteva ghermire il colpevole. In caso diverso era punita nelle persone dei congiunti più vicini al colpevole.
Del resto l'emigrazione era rarissima [...] Gli abitanti di Tirannopoli, nati da due generazioni di schiavi, nascevano già rassegnati e pazienti della schiavitù e ubbidivano alle leggi più assurde e tiranniche. I più intelligenti e i più fieri speravano in un Messia, che aveva di là a venire, che avrebbe ucciso il tiranno e distrutta l'aristocrazia dominante, dando a tutti la luce della libertà.

III) Turazia - e qui la vena satirica e antisocialista di Mantegazza si scatena:
capitale d'un piccolo Stato governato dal Socialismo collettivo, [così chiamata] in onore d'un certo Turati, che visse in Italia verso la fine del secolo XIX e che fu uno dei più onesti e ragionevoli socialisti di quel tempo e che colla penna e colla parola preparò l'avvento della gran Repubblica socialista, che governò più tardi l'Europa.
Qui il nostro cognome è quello della mamma, perchè l'amore è libero e non esiste il matrimonio. I figli son tutti dello Stato, che è il gran padre di tutti.

fra la popolazione di Turazia spiccano
i socialisti della letteratura: qualche uomo di talento, alcuni mediocri, e dietro il gregge infinito degl'autori traditi dalla sorte, cui l'avvento del socialismo sorrideva come una rivendicazione della propria genialità incompresa, ad una santa opera nella quale la tirannia del capitale più non tarperebbe le ali ai voli sconfinati del pensiero.

Paolo nota che
una grande apatia regna sovrana nell'atmosfera di questo Stato, dove se non vi sono nè oppressori, nè oppressi, mancano però le sante e poderose lotte del primato e le più belle e nobili energie abortiscono, perchè è a loro negato il lavoro.

infatti, come rivendicano gli abitanti
L'individuo, che voi altri planetarii, avete fatto un Dio, qui da noi non è che la molecola, l'atomo sociale, un membro del grande organismo, che è lo Stato. Noi non sentiamo il bisogno di maggior libertà, nè di maggiore agiatezza, perchè lo Stato pensa per noi e a tutti distribuisce ciò che gli spetta. Noi abbiam copiato ciò che fa la natura, quando plasma gli organismi del mondo vegetale e del mondo animale.

IV) Logopoli; Paolo e Maria
vi trovarono poco di nuovo e di interessante. Logopoli è una copia perfetta dell'antica Inghilterra, quando era uno Stato indipendente retto da un governo parlamentare. Di diverso non c'è che questo; che il Re non è un capo ereditario, ma elettivo.

Lasciata Ceilan, la coppia si sposta a Dinamo, l'isola detta un tempo Andaman (quale delle tre così chiamate, non è dato sapere), dove ha sede 
uno dei quattro grandi accumulatori di energie cosmiche, chiamati Dinami; dei quali uno era posto a Malta, l'altro a Fernando di Noronha, un terzo in una delle Isole Kurili e un quarto per l'appunto nell'antica Andaman.


Dinamo, una delle Andamane - Nord, Centro o Sud? Chi lo sa.

Niente fumi tossici o inquinamento qui: tutto è azionato dalla pura energia del plasma cellulare di sintesi, distribuita razionalmente all'intero globo:

...la scoperta di Macstrong è la più grande fra tutte quelle che onorano l'umanità, tanto per la sua originalità, quanto per i risultati che ha dato e il passo gigantesco che ha fatto fare alla civiltà. E voi non credereste, che questa scoperta si deve ad una lucciola. [...] Ecco, egli pensò, un piccolissimo insetto, che senza pile e senza grandi apparecchi produce la luce a sua volontà come a sua volontà la spegne. Ma gli altri animali non son forse capaci senza ordegni complicati di produrre calore, elettricità; tutte le forze insomma, che l'uomo genera a furia di meccanismi intricati, con macchine dove entrano metalli, ruote, acidi potentissimi? 
Tutte quante le invenzioni umane, e che con troppa superbia diciamo creazioni nostre, non sono che imitazioni della natura; non sono che applicazioni di forze, che sono esistite prima di noi e senza di noi. Da quel giorno Macstrong si chiuse nel suo laboratorio, studiando al microscopio e coll'analisi chimica i caratteri intimi del protoplasma dei corpi vivi e dopo diversi anni di ricerche trovò modo di produrlo artificialmente, colla sintesi organica e gli diede il nome di pandinamo; perchè con facili maneggi si può da quella sostanza onnipotente far sprigionare la luce, il calore, l'elettricità, il movimento, il magnetismo.
Un semplice operaio manda una corrente, che darà luce, calore, elettricità o forza meccanica a piacimento; secondo che lo esige la richiesta delle officine lontane o lontanissime. E i fili che portano e guidano queste correnti non sono più di metallo, come negli antichi telegrafi e telefoni, ma son tubetti di una sostanza albuminoide elastica e tenacissima, chiusi l'uno nell'altro e separati da un liquido speciale. Uno stesso tubo può in questo modo e contemporaneamente portare correnti di diversa natura e che daranno luce, calore o movimento. L'attuale Direttore, che è uno dei più profondi e celebri scienziati, sta ora studiando il modo di trasmettere la forza senza bisogno di tubi conduttori (che poi non sono che una copia dei nostri nervi) attraverso la corteccia della terra e spera di riuscirvi; dacchè quando si tratta di trasmettere una forza unica, può da quest'isola, per esempio illuminare a un tratto tutta la catena dell'Imalaia, come se n'è fatto lo sperimento nel mese scorso.

La soave e un po' svampita Maria sbatte gli occhioni e chiede:
- Ma, crede lei, che un giorno potremo produrre artificialmente anche il pensiero in protoplasmi creati da noi? - E perchè no? - rispose il giovane entusiasta. - Anche il pensiero è una forza che si sprigiona da cellule fatte di protoplasma, e quando noi potremo perfezionare il pandinamo di Macstrong in modo da renderlo simile a quello, che costituisce la sostanza grigia del nostro cervello, potremo farlo capace di pensiero, come oggi è suscettibile di darci luce, calore e elettricità.

I due arrivano infine alla maestosa e caotica Andropoli, capitale del pianeta unito.
Più che una città però poteva dirsi un'immensa agglomerazione di cento città, che dai monti e dalle colline scendevano nelle valli, tutte congiunte poi da strade terrestri e da strade aeree. [...] accoglieva gli abitanti, che venuti da tutti i paesi del mondo vi si erano agglomerati, per quell'istinto irresistibile che l'uomo ha comune colle formiche, colle api e con tutti gli animali socievoli. 
Quanto all'architettura, che aveva guidato la costruzione delle case, essa era bizzarra e svariatissima. Tutti gli antichi stili vi erano rappresentati insieme ai nuovi e ai nuovissimi; che ogni giorno immaginava la fantasia dei proprietarii e degli architetti. [...] la cosa più originale però non era la straordinaria varietà degli stili architettonici; ma bensì la novità e la diversità del materiale, con cui erano costruite le case. [...] Nell'anno 3000 l'uomo più povero di questo mondo ha sempre una casetta tutta sua, che è stata costruita da lui o da altri in un solo giorno e che gli costa poche lire. Per costruire una casa si fa a un dipresso ciò che si pratica per gettare in gesso o in bronzo una statua. Si hanno modelli di case di vario prezzo, fatti di una lega metallica duttile e resistente all'ossidazione. Si pianta il modello nel luogo in cui si deve innalzare la casa e poi si cola per un foro entro il modello la sostanza liquida, che, solidificandosi poco dopo, forma le pareti e i muri maestri dell'edifizio. La materia liquida è delle più diverse nature e da poche lire può salire al valore di migliaia di scudi.

Governare l'intero globo è compito da far tremare i polsi; tuttavia un'organizzazione razionale e organicistica fa sì che tutto vada per il meglio (ricordiamo che di sogno trattasi):
Un po' per volta si andò semplificando il meccanismo del Governo, ma per giungere là dove siamo oggi, ci vollero secoli e secoli di lotta e non senza sangue e non senza un miserabile sciupìo di uomini e di forze. Un passo gigantesco si fece colla soppressione dei re e degli eserciti permanenti, ma l'infausto esperimento del socialismo collettivo fece perdere alle civiltà almeno un secolo di vita. Poi, discentralizzando senza posa, si accrebbe la responsabilità dell'individuo, ritornando a lui e alla famiglia ciò che era stato tolto e costituendo il Comune a molecola organica dello Stato. Del resto, visitando oggi il Palazzo di Governo, vedrai come sia semplice e facile il governare dal centro del globo tutta quanta l'umanità, quando uomini, famiglie e Comuni si governano da sè. 
Qui in Andropoli non si afferma che la grande unità degli Stati Uniti del mondo e non si provvede che alle questioni cosmiche, che possono essere di un interesse universale. I delegati (che così si chiamano) di tutte le regioni planetarie non si riuniscono qui che una volta all'anno e per un mese soltanto e qui non rimangono in permanenza che pochi impiegati, che preparano il lavoro per l'anno successivo o provvedono per mandato ad accidenti imprevisti; come sarebbero terremoti, innondazioni od altri cataclismi. I delegati sono eletti da ogni singola regione del globo a maggioranza di voti e per suffragio universale (comprese anche le donne) e sono pagati per il loro lavoro. Appena giunti qui eleggono fra di loro un capo, che chiamano Pancrate, che dura in ufficio quanto i delegati cosmici, cioè un anno solo, e che può vantarsi in questo breve periodo di tempo di tenere nelle sue mani tutte quante le fila del governo del mondo. Non può essere mai rieletto.
E così come nel nostro corpo ogni organo, ogni cellula ha la propria vita indipendente e solo si mantiene collegato nella grande federazione e nella grande unità dell'organismo per mezzo del sistema nervoso e del sistema sanguigno; così nel nostro pianeta ogni Comune vive da sè, ma per mezzo dei fili telegrafici che rappresentano i nervi, comunica con Andropoli, che è in una volta sola cervello e cuore del gigantesco organismo planetario.
 
Fra i Comuni e il centro vivono poi tanti centri minori che sono le Regioni, le quali rappresentano i gangli. [...] E qui in Andropoli non si trattano che questioni di ordine universale, ma non si interviene mai a mutare le leggi comunali o provinciali, che non possono essere dettate che da coloro, che son nati e cresciuti nel paese che devono governare.

La lieta gita in Andropoli è l'occasione ideale, per Paolo, di spiegare alla giovane moglie (che evidentemente aveva vissuto fino ad allora in una vasca di deprivazione sensoriale) tante questioni interessanti:

- l'andamento della giustizia, improntato al pensiero beccariano:
Nell'anno 3000 non vi sono carabinieri, nè poliziotti, nè guardie di pubblica sicurezza; ma ogni cittadino onesto è carabiniere, poliziotto e per di più anche giudice.  
Nella Casa di giustizia, il ladro, l'assassino son tenuti chiusi, mentre si cerca di dimostrar loro l'enormità della colpa commessa persuadendoli che il delitto non è soltanto una colpa, ma è un errore e una cattiva speculazione. La chiusura non dura che pochi giorni o poche settimane ed è caso molto raro che si prolunghi ad alcuni mesi. E la punizione non finisce lì, perchè quando il colpevole è rimesso in libertà porta per qualche tempo all'occhiello dell'abito un nastrino giallo, che segna in lui un marchio di infamia, per cui tutti lo guardano con diffidenza e sospetto. [...] E quel segno non si toglie che dopo che il colpevole ha mostrato colla sua condotta di esser ritornato nel grembo dei galantuomini.

- lo sfruttamento o tutela dell'ambiente:
Che cosa dobbiamo fare delle immense foreste, che costeggiano tutto il corso dell'Amazzone e che si trovano nel centro dell'Africa? Dobbiamo distruggerle, per piantarvi il caffè, il cacao, le banane, tutti i frutti del Tropico, o dobbiamo soltanto renderle salubri col drenaggio o col diradarle, strappando le piante inutili e che non sono neppur belle? I botanici, gli agricoltori, gli economisti non sono d'accordo in questa questione, e si son chieste nuove informazioni agli abitanti dei luoghi, invitandoli ad esprimere il loro parere.Intanto però il Governo centrale di Andropoli ha mandato in Africa e in America alcuni scienziati, perchè studino sul posto il magno problema, che interessa tutto il mondo; perchè il distruggere o il conservare migliaia di chilometri quadrati di foresta deve modificare il clima di vaste regioni planetarie.
- l'istruzione e l'orientamento dei giovani
Il nostro Direttore è un grande nemico dell'intervento governativo nelle cose della scuola, ed egli dice che se le Religioni di Stato furono strumento di tirannia e di oscurantismo in tempi di barbarie ormai molto lontani, dobbiamo badare di non creare un'Istruzione o una Scienza dello Stato, che sarebbe egualmente fatale al progresso umano. 
Vi sono scuole gratuite fondate da ricchi signori o da apostoli di nuove idee, che vogliono crearsi dei discepoli, e ve ne sono a pagamento. Lo Stato non interviene che per autorizzare l'esercizio di una data professione, e in ogni regione vi è un Consiglio di dotti eletti dal Podestà, che una volta all'anno esamina coloro che vogliono una patente di medico, di ingegnere, di meccanico; insomma di una qualunque delle cento professioni, nelle quali si suddivide il lavoro umano. A chi si presenta non si domanda mai dove egli abbia studiato, nè con chi. Gli si fanno esami rigorosissimi teorici e pratici a seconda dei casi e poi si concede o si rifiuta la patente a cui egli aspira. 
Un altro problema, che tormenta attualmente il pensiero de' nostri alti consiglieri della scuola, è quello di conoscere le attitudini individuali, onde i maestri privati o pubblici possano guidare lo studente nella scelta della professione, nell'elezione degli studii. Qui, secondo noi, è riposto il segreto di tutta quanta l'efficacia della istruzione e della educazione.Non vi ha forse uomo sulla terra, che non sia adatto a far qualcosa di utile e di buono; ma questa attitudine non è sempre cosciente, nè si rivela sempre anche al più acuto osservatore di cervelli e di intelletti. L'esame delle cellule centrali fatto colla luce penetrante e cogli acuti strumenti ottici dei nostri psicoigei è ancora molto addietro nelle sue possibilità. Questi dotti sanno ben dirci, se un cervello porterà l'individuo a cui appartiene necessariamente al delitto, se appartiene ad un imbecille, a un uomo volgare o ad un genio; ma più in là non sanno andare. Resta quindi ancora all'individuo, ai suoi genitori e ai maestri lo spiare l'andamento evolutivo del pensiero nelle prime età della vita, per scoprire quali sieno nel suo cervello gli organi deboli, quali i forti, onde rinforzare i primi e approfittare degli altri per la scelta della professione e l'indirizzo degli studi.
Noi non vogliamo spostati nella nostra società e chi sbaglia nella scelta della carriera è uno spostato e quindi un infelice.

- il ruolo delle donne (non aspettatevi molto: al nostro Paolo piacciono pie e un po' tonte)
Dal secolo XIX al XXII si volle concedere alle nostre compagne una più larga parte negli studii e nelle professioni liberali, e si ebbero medichesse, avvocatesse, ingegneresse e tante altre esse. Fin qui si era fatto bene, ma l'entusiasmo per quelle esse crebbe a tanto da creare una seria concorrenza professionale fra gli uomini e le donne, fonte di discordie domestiche e di litigi senza fine; ma quel che è peggio, le nostre compagne, abusando del lavoro intellettuale, al quale resistono assai meno di noi, caddero in tale nervosismo, da allarmare l'umanità. Le malattie nervose, gli aborti, l'epilessia, la nevrastenia erano all'ordine del giorno in ogni famiglia e i figli crescevano nevrosici e gracilissimi. Com'è naturale, questo stato di cose produsse una reazione, e dall'eccessivo lavoro mentale che si imponevano le donne si passò ad un'inerzia esagerata. E d'allora in poi si può dire che nei diversi paesi del mondo si mantenne sempre aperta la questione: se cioè le donne debbano studiare e sapere quanto gli uomini, o se invece ogni sesso, avendo un diverso organismo e una diversa missione da compiere, debbano anche avere una parte diversa nel lavoro intellettuale.

La residenza romana di Maria

- economia e finanza

Grazie a Dio, si abolì il dazio consumo fin dal secolo XXI in tutte le città d'Europa e d'America; e poi man mano si andavano costituendo gli Stati Uniti del mondo, si abolirono anche le dogane in tutto il mondo ed oggi gli economisti non si ricordano più neppure del significato delle parole protezionista e liberoscambista. Evviva la civiltà! Evviva il progresso! Oggi tutti i paesi del mondo si scambiano liberamente i loro prodotti e le dogane son relegate insieme alle fortezze nel Museo delle rovine del passato. 
Le quattro grandi sezioni dello Stato informano la ragioneria centrale di quanto occorre per le spese universali di bonifica, di esplorazioni scientifiche, di salvaguardia della salute pubblica; e il ragioniere capo, dopo essersi consultato coi suoi pochi colleghi, una volta all'anno fa sapere a tutto il mondo il tributo che si esige da Andropoli. Il Podestà di ogni regione ripartisce il tributo sopra ogni cittadino secondo le sue ricchezze. La tassa cresce in ragione geometrica della rendita di ogni cittadino. I poveri non pagano nulla. Questo è il bilancio cosmico, ma ogni Comune ha il proprio bilancio e anche qui le tasse sono geometricamente progressive e i poveri sono esenti da ogni tributo. 
Le proteste poi nell'anno 3000 sono molto rare, perchè le tasse non vengono pagate che dai ricchi, perchè sono molto modeste e sopratutto perchè ognuno sa di pagare in proprio vantaggio; dacchè le entrate sono spese tutte a beneficio di ciascuno e dei grandi interessi universali.

Un capitolo a parte merita la salute pubblica.
Spiccano concetti attuali quali la terapia del dolore 
Yang-Feu, medico chinese, che trovò modo di sopprimere il dolore fisico e di calmare anche tutti i dolori morali, appena essi compaiono. È con un ordegno piccolissimo e che ognuno può tenere nella sua tasca e che si chiama algofobo. Ha due punte smussate, come chi dicesse due poli. Uno di essi si applica al vertice del capo, l'altro nel mezzo della colonna vertebrale; per essi si fa passare una corrente, che narcotizza tutte quante le cellule sensibili e il dolore cessa all'istante.

la medicina preventiva, improntata all'educazione e alla partecipazione attiva del paziente
Ora invece si sa, che quasi nessuna malattia ci cade addosso come un fulmine, ma si prepara con disturbi quasi impercettibili e che sfuggono ai cattivi osservatori. È per questo, che in tutte le scuole si insegna a tutti ad osservare attentamente il proprio organismo e l'andamento delle funzioni. E appena uno si accorge di avere il più piccolo dolore o il più piccolo disturbo, accorre qui o in un'altra Igeia per far osservare i proprii visceri e soffocare così fin nella culla il menomo male, che lo minacciasse.

e la bioingegneria
un chirurgo stava appunto medicando una grave ferita in un braccio, con grave perdita di sostanza. - Ecco qui, miei signori, un caso molto interessante. Un tempo questa ferita, anche colla cura antisettica più perfetta, avrebbe lasciato una gran deformità con assoluta impotenza dell'arto ferito. Invece oggi sappiamo produrre artificialmente dei protoplasmi, che appena preparati si applicano dove manca una porzione di pelle o di muscolo. Si fa in questo modo un vero innesto di sostanza germinativa, che messa in contatto dei tessuti vivi, prolifica e riproduce il muscolo che manca; e così il braccio è restituito allo stato normale e riprende le sue funzioni. La parte difficile di quest'operazione consiste nel mettere la quantità precisa di protoplasma che si richiede, e che non deve essere nè scarsa nè eccessiva; ma la pratica del chirurgo riesce a raggiungere lo scopo desiderato.


Di importanza capitale, infine è la prassi eugenetica.
Ricordate lo scopo del viaggio di Paolo e Maria?
Lo Stato planetario non vuole accollarsi individui imperfetti, e persegue tale obiettivo sia tramite l'esame accurato delle coppie, sia attraverso l'indagine costituzionale e neurologica dei neonati, condotta grazie ai raggi X.
Si tratta della tappa più angosciante del viaggio dei nostri amici:
ecco che il numero 20, un bambino gracilissimo e che per di più era nato di otto mesi, sottoposto all'esame dell'Igeo fece aggrottare le sopracciglia al medico, il quale con un campanello chiamò a sè altri due medici consulenti [...] I tre medici si accordarono in questo giudizio: 
Bambino gracilissimo, tubercoloso, inetto alla vita. 
Quando la madre ebbe udito questa lugubre sentenza, si mise a singhiozzare, chiedendo ai medici: - Non potrebbe una cura opportuna dare al mio bambino una buona salute? - No, - risposero tre voci ad un tempo. E allora l'Igeo, che per il primo aveva visitato il bambino, rivolto alla madre: - E dunque? La madre raddoppiò i singhiozzi, e restituendo il figliuolo ai medici, con voce appena sensibile rispose: - Sì. Quell'E dunque voleva dire: Permettete dunque che il vostro bambino sia soppresso? E infatti, un inserviente prese il bambino, aprì un usciuolo nero, posto nella parete della sala e ve lo mise, chiudendo la porticina. Fece scattare una molla, si udì un gemito accompagnato da un piccolo scoppio. Il bambino innondato da una vampa di aria calda a 2000 gradi era scomparso e di lui non rimaneva che un pizzico di ceneri.


La permanenza di Paolo e Maria ad Andropoli prosegue più lietamente con la scoperta, presso il teatro cittadino, dell'estesiometro: la realtà virtuale!
Guarda gli altri spettatori. Appena hanno preso il loro posto, si levano il cappello e si mettono in testa il berretto, che si chiama l'estesiometro. Poi fissano il filo più grosso alla tavoletta, che sta loro dinanzi, tenendo gli altri fili nella mano. È un apparecchio inventato da poco tempo da un celebre fisico inglese. [...] Il filo, che fa capo alla tavoletta, comunica con un grande condensatore di forza elettronervea, che è una sola per tutti quanti gli spettatori; mentre gli altri cinque fili minori si applicano in vani punti del nostro corpo, a seconda del senso, di cui vogliamo accrescere o diminuire la sensibilità. Mentre Paolo parlava, aveva in mano i fili e andava spiegando alla compagna il meccanismo dell'apparecchio. - Tu vedi, questo è il filo della sensibilità generale, e si può applicare in qualunque punto del nostro corpo. Di solito si tiene in mano e ciò basta perchè noi possiamo acuire o moderare tutte quante le nostre sensazioni. Il più e il meno di sensibilità si ottiene, premendo col piede l'uno o l'altro di questi pedali, che tu vedi qui sotto dinanzi al nostro sedile. Quando uno spettatore vuole crescere l'intensità del piacere, che prova in qualunque delle scene del teatro, preme sul più, e la sua sensibilità cresce secondo la pressione.Se invece sente troppo, preme sul meno e modera così l'intensità del piacere, il quale si trova a diversi gradi di tensione, secondo le nostre condizioni del momento e secondo il modo di sentire di ciascheduno. Vedrai che alcuni degli spettatori non fanno uso di questo nuovo strumento, che è un vero regolatore della sensibilità, sia perchè lo trovano ancora troppo complicato, sia anche perchè si accontentano dello stato normale del loro sentire. Quando tu applichi il filo più sottile sulla fronte o sull'orecchio o sul naso, agisce più direttamente sul senso della vista, dell'udito, o dell'olfatto; rendendo più delicate e più squisite le sensazioni che vi corrispondono. Negli antichi teatri il piacere non era dato che dai due sensi della vista e dell'udito, ma oggi nei nostri spettacoli è entrata anche la nota del profumo e perciò anche i piaceri dell'olfatto possono essere moderati o resi più intensi coll'uso di questo estesiometro.

Ed è solo una delle tante altre meraviglie in cui la coppietta si imbatterà ad Andropoli, fino al tenero e inatteso finale.

L'anno 3000, come avrete capito dagli estratti, non è fantascienza nel senso comunemente inteso; né è un capolavoro di immaginazione o di stile.

Tuttavia, ciò che colpisce è la capacità dell'autore di raccogliere le suggestioni del fermento scientifico e culturale del suo tempo in una sintesi coerente, retorica finché si vuole ma non priva di sorprendenti intuizioni e di un sottile, mai aspro disincanto.

Quasi ad avvertirci che la vera sfida che ci attende, ora come fra mille anni, e al di là della continua ridda di sempre nuove soluzioni e sempre nuovi problemi, è la voglia di studiare, riflettere, lottare e sognare.

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